sabato 21 novembre 2015
Renzo Arbore, in un libro la mia vita.
Come ha cambiato la tv, gli incontri, grandi amori, le passioni.
Una vita improvvisata, in cui ogni nuova espressione
artistica è nata da un incontro, da un'idea, da una situazione. Renzo
Arbore ha raccontato le sue innumerevoli esperienze umane e
professionali a Lorenza Foschini e il risultato è la biografia "Renzo
Arbore. E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello
della notte". Una biografia "sciué sciué", come la definisce lui stesso,
perché più che narrare gli eventi in ordine cronologico, descrive una
sorta di camera delle meraviglie e abbraccia un universo fatto di
passioni, il racconto di una generazione e un pezzo di storia della
radio e televisione italiane.
Un volume che accompagnerà, peraltro, "Renzo Arbore. La mostra.", che si terrà a Roma al MACRO Testaccio, dal 19 dicembre 2015 al 3 aprile 2016. Incontri con artisti e musicisti, retroscena mai raccontati, la battaglia quotidiana contro la noia e poi le città che hanno scandito le fasi più importanti della sua vita: "Foggia, la provincia, con tutto quello che mi ha insegnato, - ha spiegato in un'intervista all'ANSA - Napoli, una città di cultura straordinaria, Roma, città ospitalissima e veramente capitale del nostro Paese, e poi l'America tra New York, Los Angeles, Miami, New Orleans, il sogno che avevo fin da bambino quando ho visto arrivare gli americani nella mia città". Rivoluzionario, pioniere di nuovi linguaggi e registri, Renzo Arbore ha intrecciato il suo stile di vita, il suo non prendersi sul serio ma con serietà, con la sua professione di artista.
E forse è stata proprio questa la chiave del suo successo. "Ho cercato sempre di fare quello che non facevano gli altri - ha raccontato - Ho cercato di fare l'altro e quindi l'altra radio, l'altra musica, l'altra canzone napoletana, l'altro cinema. Sono afflitto - ha proseguito con inconfondibile ironia - da ricorrenti passioni che ho sempre tradotto in opere vagamente artistiche". E' stato così per la trasmissione televisiva "Quelli della notte", che Arbore mette in cima ai suoi "misfatti": "Noi facevamo una televisione con velleità artistiche - ha spiegato - e 'Quelli della notte', essendo stato un programma improvvisato e cult e avendo un marchio potente e indelebile come 'Lascia o raddoppia?' di Mike Bongiorno, ha lasciato un segno perché era assolutamente anomalo, è stato il biglietto da visita e la dichiarazione di un modo di fare televisione che nessuno faceva".
Una televisione che ora Arbore intravede solo nei talent, perché oggi "lo scopo supremo è fare i numeri per vendere i prodotti". Nel ritratto dell'artista che ha fatto dell'improvvisazione la sua cifra personale non potevano mancare gli incontri: fratelli, sorelle e grandi artisti, amici ma soprattutto un grande amore. "Nella vita privata - ha raccontato - ho trascurato l'idea di farmi una famiglia che avrei dovuto fare con Mariangela Melato, l'amore più grande della mia vita, ma ci siamo distratti". Ci sono stati altri amori importanti, Renzo Arbore ne conta quattro, ma la stagione vissuta con la Melato, ha ricordato, "è quella della formazione, dei primi successi, dell'incontro con l'arte, con il grande cinema, con il teatro". La famiglia di Renzo Arbore è diventata l'allegra brigata dei suoi amici, da Nino Frassica a Marisa Laurito, da Roberto Benigni a Isabella Rossellini. La sua energia non è esaurita: "Da grande - tiene a precisare - voglio fare l'artista". E così naviga fino alle tre di notte nella rete, "una benedizione straordinaria", perché "lì sono appagate tutte le mie curiosità di artista che vuole conoscere il passato per edificare il futuro".
Un volume che accompagnerà, peraltro, "Renzo Arbore. La mostra.", che si terrà a Roma al MACRO Testaccio, dal 19 dicembre 2015 al 3 aprile 2016. Incontri con artisti e musicisti, retroscena mai raccontati, la battaglia quotidiana contro la noia e poi le città che hanno scandito le fasi più importanti della sua vita: "Foggia, la provincia, con tutto quello che mi ha insegnato, - ha spiegato in un'intervista all'ANSA - Napoli, una città di cultura straordinaria, Roma, città ospitalissima e veramente capitale del nostro Paese, e poi l'America tra New York, Los Angeles, Miami, New Orleans, il sogno che avevo fin da bambino quando ho visto arrivare gli americani nella mia città". Rivoluzionario, pioniere di nuovi linguaggi e registri, Renzo Arbore ha intrecciato il suo stile di vita, il suo non prendersi sul serio ma con serietà, con la sua professione di artista.
E forse è stata proprio questa la chiave del suo successo. "Ho cercato sempre di fare quello che non facevano gli altri - ha raccontato - Ho cercato di fare l'altro e quindi l'altra radio, l'altra musica, l'altra canzone napoletana, l'altro cinema. Sono afflitto - ha proseguito con inconfondibile ironia - da ricorrenti passioni che ho sempre tradotto in opere vagamente artistiche". E' stato così per la trasmissione televisiva "Quelli della notte", che Arbore mette in cima ai suoi "misfatti": "Noi facevamo una televisione con velleità artistiche - ha spiegato - e 'Quelli della notte', essendo stato un programma improvvisato e cult e avendo un marchio potente e indelebile come 'Lascia o raddoppia?' di Mike Bongiorno, ha lasciato un segno perché era assolutamente anomalo, è stato il biglietto da visita e la dichiarazione di un modo di fare televisione che nessuno faceva".
Una televisione che ora Arbore intravede solo nei talent, perché oggi "lo scopo supremo è fare i numeri per vendere i prodotti". Nel ritratto dell'artista che ha fatto dell'improvvisazione la sua cifra personale non potevano mancare gli incontri: fratelli, sorelle e grandi artisti, amici ma soprattutto un grande amore. "Nella vita privata - ha raccontato - ho trascurato l'idea di farmi una famiglia che avrei dovuto fare con Mariangela Melato, l'amore più grande della mia vita, ma ci siamo distratti". Ci sono stati altri amori importanti, Renzo Arbore ne conta quattro, ma la stagione vissuta con la Melato, ha ricordato, "è quella della formazione, dei primi successi, dell'incontro con l'arte, con il grande cinema, con il teatro". La famiglia di Renzo Arbore è diventata l'allegra brigata dei suoi amici, da Nino Frassica a Marisa Laurito, da Roberto Benigni a Isabella Rossellini. La sua energia non è esaurita: "Da grande - tiene a precisare - voglio fare l'artista". E così naviga fino alle tre di notte nella rete, "una benedizione straordinaria", perché "lì sono appagate tutte le mie curiosità di artista che vuole conoscere il passato per edificare il futuro".
Serie A: Juventus-Milan 1-0, decide Dybala.
La Juventus batte il Milan 1-0 a Torino. Decisivo il gol di Dybala nella ripresa. Bianconeri salgono al sesto posto scavalcando proprio i rossoneri Cronaca
Le pagelle
Juventus-Milan 1-0 (0-0). (Juventus (4-3-1-2): Buffon 6.5, Lichtsteiner 6, Barzagli 6, Chiellini 6, Evra 6 (29' pt Alex Sandro 6.5), Sturaro 6, Marchisio 6.5, Pogba 6, Hernanes 6 (1' st Bonucci 6), Dybala 7 (36' st Morata sv), Mandzukic 6. (25 Neto 34 Rubinho 7 Zaza 16 Cuadrado 18 Lemina 24 Rugani 40 Vitale). All. Allegri 6.5. Milan (4-3-3): Donnarumma 6.5, Abate 5.5, Alex 5.5, Romagnoli 6, Antonelli 5.5, Kucka 6 (29' st Luiz Adriano sv), Montolivo 5.5, Bonaventura 5.5, Cerci 6, Bacca 5, Niang 5.5 ( 40' st Honda sv). (32 Abbiati 97 Livieri 2 De Sciglio 4 Mauri 5 Mexes 8 Suso 16 Poli 17 Zapata 23 Nocerino 96 Calabria). All. Mihajlovic 5.5.
Il gol Juventus-Milan 1-0: 20' st, azione di Alex Sandro sulla sinistra, palla dentro per Dybala che controlla di petto e scarica a re
te
ROMA. È Valerio Scanu il vincitore della finale di
Tale e Quale Show, il varietà di Rai1 condotto da Carlo Conti, che ha
concluso la sua quinta stagione in una atmosfera allegra e garbata. Il
cantante si è aggiudicato il titolo di Campionissimo 2015, vestendo i
panni di Luciano Pavarotti. Con l'interpretazione di Nessun Dorma ha
sbaragliato i suoi più diretti rivali (Francesco Cicchella e Serena
Rossi, rispettivamente in classifica al secondo e terzo posto)
convincendo il pubblico a casa e la giuria composta da Loretta Goggi,
Gigi Proietti, Claudio Lippi e da Giorgio Panariello, ospite speciale
della serata.
«È stata una cosa inaspettata e sono davvero molto felice per questa vittoria», ha commentato a caldo il vincitore..
Il terrore si sposta a Bruxelles
Città blindata e deserta.
L'eccezionale mobilitazione delle forze dell'ordine ha portato finora al ritrovamento di esplosivi e prodotti chimici durante alcune perquisizioni a Molenbeek e all'arresto di tre o quattro persone
BRUXELLES. Dopo una settimana, il terrore si sposta trecento chilometri più a Nord, da Parigi a Bruxelles. Lo porta Salah Abdleslam assieme a un complice e a quella cintura esplosiva che avrebbe dovuto innescare venerdì scorso e che invece oggi costringe il Belgio a dichiarare l'allerta massima e a chiudere, per paura di una Parigi-bis, tutta la sua capitale.Il rischio è di «attacchi imminenti». È il primo coprifuoco 'preventivò di una città europea, che cerca di difendersi da terroristi che ha allevato, istruito, fatto lavorare lei stessa, e contro cui ora ha sguinzagliato tutte le forze di sicurezza che ha disposizione..
venerdì 20 novembre 2015
Giallo Ylenia Carrisi, la rivelazione dell'agente che ha fatto riaprire il caso
„Giallo Ylenia Carrisi, la rivelazione dell'agente che ha fatto riaprire il caso.
Giallo Ylenia Carrisi, la rivelazione dell'agente che ha fatto riaprire il caso
„Sarà il test del Dna a dire con certezza se la ragazza è stata uccisa da un serial killer arrestato anni fa.
Giallo Ylenia Carrisi, la rivelazione dell'agente che ha fatto riaprire il caso
„
Dennis Haley, l'agente speciale del Florida Department of Law Enforcement che con le sue indagini ha fatto riaprire il caso della scomparsa di Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina, parla al settimanale "Gente" del giallo tornato alla ribalta negli ultimi giorni.
"Solo nel 2010 l'Università del Texas ha estratto il profilo genetico dalle ossa di una donna ritrovata in un boschetto a Holt il 15 settembre 1994, nove mesi dopo la sparizione di Ylenia". Per questo dagli Usa è arrivata la richiesta delle autorità ad Al Bano di sottoporsi al test del Dna. L'ipotesi delle autorità americane è che Ylenia possa essere una delle vittime del serial killer canadese Keith Hunter Jesperson, detenuto da anni in Florida.
La domanda ora è: perché il Dna di Ylenia non era stato immediatamente comparato con quello della donna uccisa nel bosco? "Quando mi recai dalla polizia di New Orleans mi dissero che non sapevano nemmeno se il profilo dei Carrisi era stato mai inserito nel database e che non potevano verificarlo poiché molto dell'archivio era andato perso con l'uragano Katrina del 2004". Sono passati oltre vent'anni, ma la verità, finalmente, sembra vicina
“
Potrebbe interessarti: http://www.today.it/gossip/ylenia-carrisi-uccisa-serial-killer-test-dna-caso-riaperto.html
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Giallo Ylenia Carrisi, la rivelazione dell'agente che ha fatto riaprire il caso
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Dennis Haley, l'agente speciale del Florida Department of Law Enforcement che con le sue indagini ha fatto riaprire il caso della scomparsa di Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina, parla al settimanale "Gente" del giallo tornato alla ribalta negli ultimi giorni.
"Solo nel 2010 l'Università del Texas ha estratto il profilo genetico dalle ossa di una donna ritrovata in un boschetto a Holt il 15 settembre 1994, nove mesi dopo la sparizione di Ylenia". Per questo dagli Usa è arrivata la richiesta delle autorità ad Al Bano di sottoporsi al test del Dna. L'ipotesi delle autorità americane è che Ylenia possa essere una delle vittime del serial killer canadese Keith Hunter Jesperson, detenuto da anni in Florida.
La domanda ora è: perché il Dna di Ylenia non era stato immediatamente comparato con quello della donna uccisa nel bosco? "Quando mi recai dalla polizia di New Orleans mi dissero che non sapevano nemmeno se il profilo dei Carrisi era stato mai inserito nel database e che non potevano verificarlo poiché molto dell'archivio era andato perso con l'uragano Katrina del 2004". Sono passati oltre vent'anni, ma la verità, finalmente, sembra vicina
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Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
„Tragedia all'Università, giù dal balcone: muore un ragazzo a Lettere“
Potrebbe interessarti: http://www.palermotoday.it/cronaca/universita-lettere-morto-20-novembre-2015.html
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Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
„Il volo dal settimo piano dell'Aula seminari, lo stesso balcone da dove cinque anni fa si lanciò Norman Zarcone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperare il corpo. Sull'episodio indagano i carabinieri.
Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
„
Tragedia nel pomeriggio all'Università. Un giovane di 19 anni iscritto al primo anno del corso di Mediazione linguistica è morto dopo essere precipitato da un balcone dell'Aula Seminari al settimo piano della Facoltà di Lettere. Dalle prime informazioni pare che si tratti dello stesso balcone dove cinque anni fa si lanciò Norman Zarcone, dottorando di 27 anni. Lo zaino del ragazzo è stato ritrovato sul davanzale. Secondo quanto reso noto non sono invece stati trovati messaggi o lettere.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperare il corpo. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di un suicidio. Sull'episodio indagano i carabinieri. Il medico legale sta effettuando i rilievi del caso. Arrivato anche il neo rettore Fabrizio Micari. "Mi sto recando al campus - scrive sul suo profilo Facebook - ..... una tragedia!!!!! Un pensiero ed una preghiera per i familiari dello studente".
Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
„Voglio manifestare - dice Micari - la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente e da rappresentante della comunità accademica, ed esprimere grande vicinanza alla famiglia per questa tragedia che ancora una volta ci fa riflettere sulla fragilità dei nostri giovani, sulla necessità di sostenerli nel loro percorso umano e di studio, e sul nostro doveroso impegno a dare loro fiducia nel futuro, nel merito, nel pieno soddisfacimento delle loro attese”.“
Potrebbe interessarti: http://www.palermotoday.it/cronaca/universita-lettere-morto-20-novembre-2015.html
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Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
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Tragedia nel pomeriggio all'Università. Un giovane di 19 anni iscritto al primo anno del corso di Mediazione linguistica è morto dopo essere precipitato da un balcone dell'Aula Seminari al settimo piano della Facoltà di Lettere. Dalle prime informazioni pare che si tratti dello stesso balcone dove cinque anni fa si lanciò Norman Zarcone, dottorando di 27 anni. Lo zaino del ragazzo è stato ritrovato sul davanzale. Secondo quanto reso noto non sono invece stati trovati messaggi o lettere.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperare il corpo. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di un suicidio. Sull'episodio indagano i carabinieri. Il medico legale sta effettuando i rilievi del caso. Arrivato anche il neo rettore Fabrizio Micari. "Mi sto recando al campus - scrive sul suo profilo Facebook - ..... una tragedia!!!!! Un pensiero ed una preghiera per i familiari dello studente".
Università, Lettere: cade dal terrazzo e muore
„Voglio manifestare - dice Micari - la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente e da rappresentante della comunità accademica, ed esprimere grande vicinanza alla famiglia per questa tragedia che ancora una volta ci fa riflettere sulla fragilità dei nostri giovani, sulla necessità di sostenerli nel loro percorso umano e di studio, e sul nostro doveroso impegno a dare loro fiducia nel futuro, nel merito, nel pieno soddisfacimento delle loro attese”.“
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