venerdì 1 gennaio 2016

PALERMO. Folla di palermitani ieri sera in piazza Castelnuovo per brindare al nuovo anno. Sul palco per il classico evento di fine anno sono saliti l’ex vocalist dei Matia Bazar, Antonella Ruggiero, il cantautore siciliano Mario Venuti, la band sicula di Lello Analfino e i Tinturia, il cantante neomelodico Tony Colombo, le band palermitane “Street Chords” e “ChiaraMente” e la cantante jazz palermitana Giorgia Meli. Le scelte musicali sono riuscite ad accontentare i diversi gusti.
La festa dei palermitani per la notte di San Silvestro è dunque iniziata alle 20, dopo le tante polemiche e i dubbi emersi durante il percorso organizzativo, che avevano portato a pensare persino ad un possibile annullamento del concerto di fine anno.
Grande l’affluenza di pubblico, anche grazie al clima favorevole. Ottima la conduzione su palco, anch’essa palermitana, affidata alla showgirl Eliana Chiavetta. La serata ha offerto oltre alla buona musica anche momenti di spettacolo ed intrattenimento, grazie ai simpatici sketch degli attori siciliani Antonio Pandolfo e Stefano Piazza. Così i palermitani hanno accolto il 2016, tra proiezione delle immagini della serata sul mega schermo, luci, coriandoli e brindisi, ma senza fuochi d’artificio, come deciso dall’amministrazione.

Assalti notturni a negozi, supermercati e farmacie di Palermo: sgominata banda di giovani ladri

 

PALERMO. Giovani, incensurati e agguerriti: è questa la radiografia dei quattro malviventi, tra i 20 ed i 26 anni, autori di spregiudicate irruzioni notturne in esercizi commerciali cittadini, alla cui identità la polizia è risalita dopo laboriose indagini.
Farmacie soprattutto, supermercati, tabaccherie, esercizi di abbigliamento, ed in un caso, un negozio di noleggio auto, gli obiettivi presi di mira dalla banda, che secondo gli inquirenti avrebbe messo a segno, dal luglio 2014 allo scorso febbraio, almeno una decina di "assalti notturni" a vari esercizi commerciali della città. Secondo gli investigatori, il target scelto dai ladri era meramente causale. Le vie degli esercizi depredati e vandalizzati sono via Cataldo Parisio, via Puglisi, viale Strasburgo, via Emilia, viale Campania, piazza Sturzo, via Ammiraglio Rizzo, piazza Principe di Camporeale e via Ausonia.
Che fossero asce, martelli, mazzuoli o tenaglie, poco cambiava nella dinamica dell’assalto: i quattro, con combinazioni intercambiabili ed immutata audacia, in pochi secondi, riuscivano a scardinare saracinesche, tranciare lucchetti ed infrangere vetrate, pur di racimolare poche centinaia di euro o, bene che andasse, una decina di gratta e vinci.
L’innalzamento della soglia d’allarme per i negozianti di una vasta zona commerciale cittadina, dalla Zisa a San Lorenzo, ha richiamato l’attenzione dei poliziotti della Squadra Mobile, guidati da. Rodolfo Ruperti, che hanno passato al setaccio i luoghi degli assalti ed analizzato le denunce delle vittime.
Ad incastrare i quattro malviventi gli esiti di un’azione combinata tra i rilievi dattiloscopici verificati, sui luoghi degli assalti, dai poliziotti del Gabinetto Regionale della polizia scientifica e la visione delle immagini a circuito chiuso degli esercizi depredati.
Nel commando, un palermitano di 20 anni del quartiere Zisa, è risultato essere figura centrale, se non altro perché presente in almeno 7 dei dieci assalti ricostruiti dagli investigatori. Tramite piccoli precedenti penali, è stato possibile ricondurre a lui le impronte lasciate da uno dei rapinatori in 6 rapine su 10 e, per una settima rapina, è stato riconosciuto dai poliziotti, attraverso la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Le indagini sono state condotte dagli agenti della sezione “contrasto al crimine diffuso” della Squadra mobile di Palermo che, partendo dall’unico malvivente conosciuto e già schedato, hanno ricostruito il reticolo di frequentazioni e conoscenze che collegava la gang di ladri, rintracciando gli altri tre e riconoscendoli come responsabili dei furti.
Intanto, ulteriori indagini sono in corso per risalire alle identità di altri, eventuali complici e per accertare altri “colpi” messi a segno dagli odierni indagati.
PALERMO. Folla di palermitani ieri sera in piazza Castelnuovo per brindare al nuovo anno. Sul palco per il classico evento di fine anno sono saliti l’ex vocalist dei Matia Bazar, Antonella Ruggiero, il cantautore siciliano Mario Venuti, la band sicula di Lello Analfino e i Tinturia, il cantante neomelodico Tony Colombo, le band palermitane “Street Chords” e “ChiaraMente” e la cantante jazz palermitana Giorgia Meli. Le scelte musicali sono riuscite ad accontentare i diversi gusti.
La festa dei palermitani per la notte di San Silvestro è dunque iniziata alle 20, dopo le tante polemiche e i dubbi emersi durante il percorso organizzativo, che avevano portato a pensare persino ad un possibile annullamento del concerto di fine anno.
Grande l’affluenza di pubblico, anche grazie al clima favorevole. Ottima la conduzione su palco, anch’essa palermitana, affidata alla showgirl Eliana Chiavetta. La serata ha offerto oltre alla buona musica anche momenti di spettacolo ed intrattenimento, grazie ai simpatici sketch degli attori siciliani Antonio Pandolfo e Stefano Piazza. Così i palermitani hanno accolto il 2016, tra proiezione delle immagini della serata sul mega schermo, luci, coriandoli e brindisi, ma senza fuochi d’artificio, come deciso dall’amministrazione.

Tram a Palermo, le macchinette alle fermate non danno resto. L'Amat: "Provvederemo"

 A Palermo 48 delle 53 macchinette distribuite alle fermate del tram, inaugurato ieri dal ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio e dal sindaco Leoluca Orlando, non danno il resto.Il ticket costa 1 euro e 40 centesimi, ma se l'utente inserisce 2 euro non riceverà i 60 centesimi dovuti, così come se inserisce 1 euro e 50 cent non otterrà i 10 cent di resto.

La terra trema in Australia, forte scossa di terremoto in Tasmania.

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 è stata registrata alle 13 ora locale (le 3 in Italia) al largo della costa meridionale della Tasmania, in Australia. Secondo i rilevamenti del centro sismologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 10 km di profondità ed epicentro circa 1.000 km a sud-sudovest di Geeveston.Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose, nè è stata emessa alcuna allerta tsunami

Messinese dopo l'espulsione dal M5S: "Non mi dimetto da sindaco"

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“Prendo atto di una decisione espressa da una Corte Marziale di bit, ma non condivido”, dice il sindaco di Gela

GELA. “Prendo atto di una decisione espressa da una Corte Marziale di bit, ma non condivido”. Nel ribadire che non ha nessuna intenzione di dimettersi, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, commenta così la decisione del Movimento 5 Stelle che lo ha espulso dallo stesso Movimento.
Il terremoto si è scatenato dopo aver licenziato tre assessori grillini. Messinese tiene a precisare che non si appellerà “a nessun organo di secondo grado interno solo perché a noi pentastellati o ex pentastellati non è permesso, ma le motivazioni di quella che è solo l’ennesima esecuzione di piazza sono degne di un’altra Storia della Colonna Infame ispirata ai giorni nostri. Addurre dall’alto per un sindaco di un grosso centro – ha continuato Messinese - la decurtazione dell’indennità di carica, non inserita nel programma elettorale, ha la stessa coerenza di una regola francescana teorizzata da Rockefeller".
"Mentre sul protocollo d’intesa con Eni - aggiunge Messinese - qualcuno informi i miei giudici politici che il mio predecessore, vero firmatario del documento, ha forse dubbi sulla sua identità nel Pd ma non è di certo iscritto al M5S. Con questo esprimo il mio rammarico per imputazioni strumentali sulle quali (non solo io) conservo la mia idea ma non la diffondo per rispetto. Alla gara rancorosa degli attacchi mediatici di alcuni portavoce estremisti in cerca di popolarità infatti oppongo il silenzio a favore di tutti gli altri amici, la gran parte, del Movimento”.
“Sono stato lasciato solo”. E’ l’amaro sfogo del sindaco pentastellato di Gela, Domenico Messinese, subito dopo aver incassato l’espulsione dal Movimento 5 Stelle. La comunicazione gli è stata inviata ieri sera tramite una mail, a firma dello staff di Beppe Grillo. “I mie deputati nazionali e regionali di riferimento erano a conoscenza dei problemi di Gela e li avevamo condivisi ma non hanno mai preso una posizione netta. In realtà – ha proseguito Messinese – sin dal mio insediamento ho ricevuto molti attacchi dal mio stesso gruppo consiliare. Chiedevano la testa del vicesindaco Simone Siciliano, che al momento gestisce bonifiche e rifiuti”. Al primo cittadino gelese, espulso a sei mesi dalle elezioni e a tre giorni dalla sua decisione di licenziare tre assessori grillini, viene contestato di aver avallato il protocollo d’intesa siglato il 6 novembre del 2014 fra Eni, Ministero per lo Sviluppo Economico e Regione Siciliana che prevede l’abbandono della raffinazione e la trasformazione in un polo green. In sostanza, il primo cittadino, avrebbe dovuto bloccare quell’accordo e invece lo ha accettato consentendo che sul territorio di Gela vengano avviate attività di esplorazione e produzione di idrocarburi, con la perforazione di nuovi pozzi e la riapertura dei vecchi. Al sindaco di Gela viene anche contestato di non aver proceduto alla decurtazione del suo stipendio. “Non ho mai assunto un impegno del genere” ha spiegato Messinese in conferenza stampa. E per quanto riguarda l’Eni, quell’accordo io l’ho ereditato dal mio predecessore e ho continuato a dialogare con l’Eni affinchè garantisse investimenti e bonifiche.
Giacca chiara, pantaloni scuri ed una luce che lo inquadra al centro di un palco. Beppe Grillo si presenta così nel suo "contro-discorso" di fine anno agli italiani. Il leader del M5S è accompagnato da una altra immagine di Beppe Grillo, ovvero un suo ologramma. E l'ologramma è il liet motiv di tutto il discorso che dura circa 3 minuti.
"Sono l'ologramma di Beppe Grillo ed è un ologramma il Paese, il governo, il Parlamento" anche il "presidente della Repubblica, un ologramma dell'ologramma". Inizia così il contro-messaggio di fine anno di Beppe Grillo trasmesso in rete dal suo blog dove lancia l'hashtag "#ioGuardoPeppe".
"Sono l'ologramma di Beppe Grillo, sono un fantasma" sono le prime parole del leader M5S per il suo "contro-discorso" di fine anno dove continua: "Non esistono questo Paese, il parlamento, il governo. Abbiamo un presidente della Repubblica che è l'ologramma di un ologramma. Ma vi siete resi conto di che Paese abbiamo? Ci sono deputati e senatori che non esistono. Abbiamo leggi popolari, referendum: sono tutti ologrammi".
Non so come sarà il nostro anno che ci attende ma vi faccio gli auguri e speriamo bene!". Si conclude così il messaggio di fine anno di Beppe Grillo, un discorso che prende spunto dal suo prossimo spettacolo dove Beppe Grillo impersona l'ologramma di sé stesso e si sdoppia in comico e politico.