martedì 24 novembre 2015


.



.


Forestali, si complica il ritorno al lavoro
Proteste a sorpresa in tutta la Sicilia.

 PALERMO. Riparte, a sorpresa, la protesta dei forestali. La Regione ha comunicato ai sindacati che sono maturati nuovi problemi per il ritorno in servizio degli stagionali. E subito gli operai sono tornati in strada.
È il primo atto di una nuova ondata di manifestazioni che i sindacati stanno cercando di controllare. Il problema è nato quando la Regione ha comunicato che lo sforamento del patto di stabilità impedisce il pagamento dei forestali malgrado la scorsa settimana siano state individuate risorse fresche: 87 milioni frutto di una delibera Cipe che ha autorizzato a spostare fondi da investimenti e appalti al pagamento degli stipendi.
«A causa della mancanza di liquidità nelle casse della Regione e per lo sforamento del patto di stabilità i forestali siciliani rischiano di non ricominciare a lavorare»: è l’allarme di  Cgil e Flai Sicilia. «Dopo settimane spese per cercare la soluzione al problema, con autorevoli interlocuzioni col  governo nazionale – dice il segretario generale della Cgil Sicilia,  Michele Pagliaro - non si può scoprire d’un tratto che abbiamo scherzato e  che il problema delle risorse resta tutto aperto. L’assessore Baccei -  aggiunge - non poteva certo ignorare una situazione talmente grave da  rischiare di determinare contraccolpi anche in altri settori legati alla  spesa pubblica».
Per Pagliaro «è una situazione che va a demerito del  nuovo Esecutivo. Richiamiamo alla responsabilità il governo - sottolinea  il segretario della Cgil - che deve acquisire consapevolezza del fatto  che ci troviamo in una situazione di allarme sociale».

https://youtu.be/LfcNr6PxXZo

piloti russi uccisi da ribelli, poi festa su corpi.

 

 Hanno sparato da terra quando hanno visto i due piloti del jet russo colpito dalla Turchia venire giù col paracadute. Hanno sparato e li hanno uccisi, poi hanno filmato la macabra “festa” intorno al corpo di uno dei due.

Eccolo il pilota russo, il suo corpo martoriato è in mano ai ribelli turcomanni. Un video girato dai ribelli stessi e poi diffuso sul web mostra il cadavere del pilota russo del jet abbattuto dalla Turchia perché avrebbe sconfinato nello spazio aereo turco durante una delle operazioni militari russe in Siria.
Il jet è stato colpito e i due piloti hanno azionato i paracadute. I turcomanni hanno sparato a entrambi, anche se del secondo ancora non è chiara la sorte ma si suppone sia analoga a quello che si vede nel filmato.
I due sono caduti nella zona siriana intorno a Latakia, non distante dal confine turco, una zona in cui sono presenti i ribelli turcomanni anti Assad, una milizia finanziata dalla Turchia formata da islamici estremisti che vogliono l’indipendenza dal regime siriano e rivendicano quella porzione di territorio. Nel video alcuni jihadisti, armati e in mimetica, inneggiano ad Allah davanti al corpo del pilota russo che presenta una profonda ferita alla testa. Le sigle dei ribelli anti Assad vengono colpite da settimane dai blitz russi.

lunedì 23 novembre 2015



Bruxelles, resta allerta massima. Salah in fuga, trovata cintura esplosiva a Parigi.

 

INella capitale belga a partire da mercoledì scuole e metropolitane riapriranno "progressivamente", ma l'allerta resta massima fino a lunedì prossimo. Rilasciati 17 dei 21 fermati.

 Resta massima l'allerta antiterrorismo a Bruxelles fino a lunedì prossimo mentre ancora non c'è traccia di Salah Abdeslam, il ricercato numero per le stragi di Parigi. Nel pomeriggio è stata ritrovata una cintura esplosiva in un cestino della spazzatura a Montrouge, la banlieue a sud di Parigi, dove fu localizzato il terrorista prima che i due complici arrivassero con la Golf per riportarlo in Belgio.

"Bulloni e perossido di acetone": è questo il contenuto della cintura esplosiva. I due componenti sono gli stessi delle cinture degli altri kamikaze del 13 novembre a Parigi.

Fonti dell'inchiesta sugli attentati nella capitale francese riferiscono all'ANSA che si sta passando al setaccio l'elenco dei siriani arrivati con il barcone del 3 ottobre nell'isola di Leros, in Grecia, e registrati come rifugiati.